“PARLARE DI SUICIDIO A SCUOLA: COSA NE PENSANO DAVVERO RAGAZZE E RAGAZZI”
Ogni volta che entro in una classe porto con me un’idea chiara: i ragazzi parlano poco, si fidano ancora meno e spesso si nascondono dietro sorrisi rapidi o battute veloci. Ma poi succede qualcosa di inaspettato. Basta creare uno spazio sicuro, una domanda aperta, un momento in cui qualcuno li ascolta davvero… e le loro storie iniziano a fluire.
La sorpresa più grande, ogni volta, è vedere quanto i ragazzi abbiano voglia di raccontarsi, di condividere pezzi veri della loro vita: paure, speranze, fragilità, sogni, fatiche che spesso non trovano posto altrove.
Si aprono con una naturalezza che spiazza. E così, mentre li ascolto, la sorpresa lascia spazio alla gratitudine: perché ogni storia condivisa è un piccolo atto di fiducia, e ogni parola che affidano è un invito a costruire insieme uno spazio di dialogo più vero, più umano, più necessario.
Rocchina Stoppelli