Nelle pagine di questo libro, Piera e Mauro mettono nero su bianco il vissuto di una famiglia che non è sopravvissuta al dolore, ma ha saputo tornare a vivere, condividendo il dolore della perdita di Michela. Testimoniano il passaggio prezioso e irripetibile di Michela in questa vita e l’immortalità dell’Amore, quel sentimento che lega le persone le une alle altre e che rende chi resta più a lungo in questa vita attore protagonista non solo della propria vita, ma responsabile di mantenere vivo dentro di sé il ricordo di chi non c’è più. Di questo racconto molti potranno essere loro grati: perché Piera e Mauro hanno coraggiosamente deciso di raccontare, di far sapere a tanti altri genitori che si può trovare un significato anche al dolore più insopportabile, riempire il vuoto di chi ci ha lasciati con il ricordo indelebile che resta nel cuore e nella mente, decidendo di non rassegnarsi a sopravvivere, ma vivere per chi ancora amiamo e ci ama e per chi abbiamo amato e continueremo ad amare. Hanno saputo dire, a voce alta e ferma, che un genitore che perde un figlio merita rispetto, cura e attenzione da parte di tutti, qualsiasi sia il dramma della vita che ha sottratto quel figlio all’amore dei suoi cari.
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